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    Itinerario giornaliero

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    Giorno 5

    46 mi

    Giorno 5: Bronte e Randazzo

    Oggi andrete a Bronte, la casa del vero pistacchio, e a Randazzo, un borgo medievale di incredibile bellezza, e soggiornerete in un tipico agriturismo a 1000 metri sul mare!
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    29.9 mi
    1 ora
    Bronte
    09:3030 minuti

    Bronte

    Sito storico
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    Sulle pendici occidentali dell'Etna, circondata dalle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del Parco dell'Etna e del Parco dei Nebrodi, sorge Bronte. Secondo la leggenda, il ciclope Bronte (che, insieme a Sterope e Piracmon, forgiò il fulmine per Zeus) fondò la città e le diede il suo nome. In realtà, sappiamo che i primi abitanti furono i siciliani intorno al 700 a.C., più di 2600 anni fa. Anche qui, come in tutta questa porzione di Sicilia, ci sono state diverse civiltà che si sono susseguite greche, romane, bizantine, arabe, tuttavia l'attuale città è nata molto più tardi, poiché ha avuto origine dalla fusione di 24 frazioni per ordine dell'imperatore Carlo V nel 1535. Nel corso degli anni il territorio nel 1799 fu trasferito alla famiglia Nelson, quando il re Ferdinando IV donò l'abbazia di Maniace e il territorio annesso all'ammiraglio Orazio Nelson come ricompensa per l'aiuto ricevuto nella repressione della Repubblica Napoletana. Bronte è soprattutto una città ricca di patrimonio culturale, monumentale e artistico. Intanto segnalo il Castello Nelson, che comprende i resti di un'antica abbazia fondata nel 1173, la Chiesa di Santa Maria di Maniace e un grande parco; poi c'è il Real Collegio Capizzi, costruito nel 1778, un centro culturale; e ancora la Biblioteca Borbonica in cui sono conservati volumi di inestimabile valore; la pinacoteca "Nunzio Sciavarrello" inaugurata nel 2010 e il museo del carretto siciliano "Gullotti".
    Pensate: nella città ci sono 21 chiese antiche! Imperdibile il Santuario della Madonna Annunziata risalente alla prima metà del 1500, con un bellissimo portale in pietra arenaria all'interno del quale sono conservate preziose opere rinascimentali, tra cui la bellissima scultura dell'Annunciazione, opera del famoso scultore cinquecentesco Antonio Gagini. La Chiesa della Santissima Trinità è la più grande del paese e la più importante dal punto di vista architettonico. Particolarmente scenografica è la Chiesa di San Giovanni, che sorge su una scalinata lavica a ventaglio ed è impreziosita dal caratteristico campanile in pietra lavica. Infine, la novecentesca Chiesa del Sacro Cuore di Gesù è impreziosita all'interno da decorazioni in stile barocco con elementi rinascimentali e classici.
    Ma Bronte è famosa nel mondo come la città del pistacchio! Gli arabi introdussero questa coltura, che prospera sulla roccia lavica, producendo la migliore qualità di frutta sul mercato. Non potete andarvene senza aver gustato gli eccellenti prodotti e i deliziosi piatti che si ottengono da questo oro verde! Non potete certamente perdervi la festa del pistacchio che si tiene a fine settembre e inizio ottobre!
    Inoltre, potrete godere delle bellezze naturali rappresentate dal susseguirsi di vegetazione, coltivazioni agricole, boschi secolari, dal fiume Simeto, con tutti i suggestivi paesaggi lavici che ne fanno un luogo incontaminato e pittoresco.
    Insomma, se volete passare del tempo immersi nella storia, nella buona cucina, nella natura incontaminata e nei panorami mozzafiato, siete nel posto giusto!
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    5 min
    L'angolo dei Sapori Bronte Pasticceria
    12:3030 minuti

    L'angolo dei Sapori Bronte Pasticceria

    Panetterie
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    Se volete assaggiare il pistacchio in tutte le sue forme, questo è il posto giusto! Vi consiglio una breve sosta qui, dove potrete assaggiare il miglior arancino al pistacchio del mondo e tutta una serie di dolci fatti con "l'oro verde di Bronte" Si tratta di un bar-pasticceria a conduzione familiare che produce creme, pesti, gelati, granite, dolci! Il proprietario vi racconterà con passione l'arte di lavorare il pistacchio dalla terra al buon cibo.
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    11.6 mi
    25 min
    Randazzo
    14:004 ore

    Randazzo

    Sito storico
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    La città sorge sul lato nord del vulcano, sull'ultimo banco di lava di una colata preistorica, erosa dalle acque del fiume Alcantara, in un contesto paesaggistico e naturalistico che vi lascerà senza fiato! Anche se il paese ha origini medievali, questo territorio è stato luogo di vita di grandi civiltà: Greci, Romani, Ebrei, Arabi, ognuno di loro ha lasciato qui tracce di alto valore artistico e culturale. La città ha conservato quasi interamente il suo aspetto medievale, perché ha avuto la fortuna di essere risparmiata dal vulcano, nonostante sia più vicina al cratere centrale dell'Etna. Devi sapere che il suo territorio è circondato da 3 noti parchi, il Parco Fluviale dell'Alcantara, il Parco dei Nebrodi e il Parco Regionale dell'Etna, ed è quindi il punto di partenza perfetto per escursioni nei dintorni! Il territorio è ricco di castelli e antichi palazzi nobiliari. Tra questi spicca il restaurato Palazzo Comunale, un antico monastero in struttura medievale; Palazzo Clarentano è un'elegante residenza nobiliare cinquecentesca, in stile tardo-gotico catalano; Palazzo Reale fu costruito sotto gli ultimi re normanni. Infine, c'è il Castello Svevo, detto Castello-Prigione, in quanto divenne luogo di detenzione per i prigionieri e passò poi alle famiglie Romeo e Vagliasindi. Il Monastero di San Giorgio ospitava le benedettine di clausura; la suggestiva Via dei Lanza è davvero un gioiello, con i suoi palazzi; e poi c'è l'incantevole Via degli Archi, una piccola strada che è un gioiello medievale, che è un meraviglioso esempio di architettura aragonese in Sicilia. La chiesa normanno-sveva di Santa Maria racchiude 3 absidi a forma di torri merlate; la chiesa di San Nicolò conserva numerose sculture di scuola gaginiana con un fonte battesimale in stile gotico; e infine non si può non ammirare la chiesa di San Martino, con il più bel campanile medievale della Sicilia! C'è il Museo Civico di Scienze Naturali, che espone una collezione ornitologica. Il Museo Archeologico ospita preziosi reperti. Il Museo dell'Opera dei Pupi ospita 21 pezzi della collezione di pupi siciliani, che venivano e vengono tuttora utilizzati per mettere in scena le varianti delle chansons de geste del tempo di Carlo Magno e dei suoi paladini. Inoltre, da anni gli aromi e i sapori dei territori etnei sono racchiusi in ottimi vini, come l'Etna DOC Rosso o Bianco. Dovete davvero scoprire queste bellezze di persona!
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    Giorno 4Giorno 6
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